“Lui, per me, è il più bello, il più simpatico, il più dolce, il più intelligente, il più tutto”
Io la penso diversamente: al diavolo la bellezza, l’intelligenza, la simpatia, la dolcezza, e chi più ne ha più ne metta.
Al diavolo tutti quei “più”, fanculo.
A me non importa sei lui e “più” rispetto agli altri. Non deve essere perfetto, non voglio che lo sia. Io voglio amarlo per i suoi pregi e per i suoi difetti, soprattutto per quest’ultimi. Io voglio poterlo vedere appena sveglio, con i capelli arruffati e con l’alito che puzza. Voglio sentirgli dire parolacce quando è arrabbiato, voglio vederlo mangiare come un maiale se è eccessivamente affamato. Ma soprattutto, voglio poterlo amare, nonostante i suoi difetti. L’amore vero si misura in base ai “nonostante”, e non in base ai “più”.
Sono perfetta ora?
Senza pensieri.